mercoledì 25 aprile 2012

RADICAL LINEN @ SALONE DEL MOBILE 2012



Finito il Salone del Mobile ed il Fuorisalone anche per quest’anno, adesso mi toccherà parlarvi di tutto quello che ho visto. Ma non sarà facile. Tantissime novità e stupende creazioni giravano attorno ai Saloni

Oggi mi piacerebbe cominciare con uno dei fantastici eventi a cui sono stata invitata. La Confederazione Europea del Lino e della Canapa (CELC Masters of Linen) mi ha dato la possibilità di esser presente al RADICAL LINEN per scoprire in anteprima gli ultimi segreti su questo incredibile materiale: il lino.

L’evento si è svolto lunedì 16 aprile al Padiglione Visconti, al n. 58 di Via Tortona, uno dei quartieri in cui si sviluppa il Fuorisalone, in occasione del Press Preview. All’interno del padiglione era presente l’evento France Design, organizzato dal VIA, dove erano stati riuniti i principali brand del design e designer emergenti francesi.

Particolare attenzione era rivolta alla materia e al suo utilizzo. Material Matters propone un percorso incentrato sulla materia e sui nuovi orizzonti che la ricerca del settore apre al design e all’architettura. 

Tre diversi spazi saranno dedicati a questo percorso. Il primo, realizzato dalla CELC (Confederazione europea del lino e della canapa) illustrerà le proprietà del lino applicato nel settore domestico e all’art de vivre; il secondo svelerà, insieme a saazs, le nuove soluzioni rese possibili dall’utilizzo del vetro attivo Quantum Glass. Il terzo, infine, lascerà carta bianca ai membri dell’associazione Particule14 di interpretare le caratteristiche dell’impiallacciato in fibra di banano, messo a punto da FIBandCO, e della stampa in 3D di Sculpteo. Material Matters 2 è stata curata da Particule14.

La CELC Masters of Linen, in quest’occasione, ha presentato nel suo stand RADICAL LINEN, il libro THE LINEN BOOK, al quale Aurélie Mathigot (artista e designer) si è ispirata per l’installazione dello stand. La natura si ricompone in uno scenario simbolico e poetico.

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Degli alberi si ricoprono e sono protetti da tutte le nuove tipologie di lino: lavato, impermeabile, jacquard contemporaneo, jersey e tessuto tecnico da outdoor.

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Come una seconda pelle tessile e allo stesso tempo tattile in cui coesistono le nozioni di benessere, sensualità e innovazione.

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Tutto questo allestimento è volto  alla valorizzazione del lino come fibra naturale e come materiale innovativo da utilizzare non solo nel campo della moda ma anche del design, dell’architettura,  dell’industria automobilistica e in altri campi ancora.

Un’iniziativa questa che rientra nell’ambito del programma di promozione del lino europeo Be Linen, cofinanziato  dall’Unione Europea, dallo Stato Francese e della filiera del lino.

L’argomento è molto ampio e, per questo motivo, vi darò giorno per giorno qualche nozione in più su questo argomento.

In primo luogo vorrei parlarvi della pianta del lino.

Essa è costituita da uno stelo unico di circa 1 metro di altezza dal quale nascono da 80 a 100 foglie. La crescita è rapida: la semina ha luogo tra il 15 marzo ed il 15 aprile per una crescita di 100 giorni e il fiore, generalmente blu, si schiude a giugno.

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Dopo questo periodo, il lino non si falcia, ma si sradica in modo da preservare l’intera lunghezza della fibra contenuto nel suo stelo. Lo sradicamento avviene a luglio, dopo la fioritura, quando gli steli hanno perso le foglie su un terzo della loro lunghezza, e vengono deposti sul terreno, favorendo la macerazione.

Grazie all’alternanza di pioggia e sole e all’azione dei microrganismi e dei batteri presenti sul suolo, la macerazione (da luglio a settembre) elimina la pectina che salda le fibre tessili alla parte legnosa della pianta.

Successivamente abbiamo la stigliatura, quella fase in cui è necessario estrarre e liberare le fibre del lino dal legno presente al centro dello stelo. Tappe successive sono la sgranatura, la stiratura, la macinazione e la battitura. Le fibre ottenute si classificano in due categorie: fibra lunga (il filo lungo o filaccia) e fibra corta (le stoppe).

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Prima delle operazioni di filatura viene fatta la pettinatura. La fibra viene messa in parallelo, calibrata e stirata sottoforma di nastri morbidi e lucidi.

Infine, la filatura che comprende diverse operazioni.  Le tecniche variano a seconda del tipo di filo da produrre:

- la filatura “ad umido” con immersione in una vasca d’acqua riscaldata a 60°C che facilita lo scivolamento delle fibre e permette di realizzare fili sottili (abbigliamento, biancheria per la casa,…);

- la filatura “a secco” per fili più rustici e più spessi (arredo, corde,…)

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Ecco cosa succede!!! Per gli amanti della moda e del design!!!



Il lino europeo, il migliore per la massima qualità

Basterebbe solo guardare questo video per rendersi conto di tutto ciò che il lino può dare. 

Il video racchiude l’essenza del lino.

Prossimamente vi parlerò dei vantaggi di questa fibra in tutti i campi, dalla moda al design, alla bioedilizia.

Vi aspetto!!!

PS: e per chi si fosse perso le anteprima del Salone del Mobile, potrete rifarvi guardando qui, qui e qui!!



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Roberta

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